Tra Ostia Lido e Castellammare di Stabia
Per molti rappresenta un'appendice di ROMA CENTRO che racchiude tutta la storia di questa città che col desiderio di riappropriarsi dell'Asia che affacciano ancora sull'Oceano Pacifico.
Diventata grande parti alla conquista del mondo all'ora conosciuto, ma niente esclude che fosse arrivata anche nei futuri Stati uniti 'America, nelle terre separate.
Ostia Lido è stata da sempre il porto di attracco, di arrivo dove una volta raggiunto la gente metteva le tende per passare la notte fin quando il mare non si fosse calmato. Se ripartivano ci ritornavano cosi resta spiegata la presenza di tante etnie diverse da sempre su questo territorio,
Che sarebbe diventata la capitale d'Italia dopo essere stata la capitale del mondo "CAPUT MUNDI"
era ancora tutto da succedere, come la mia venuta che mi ha visto prima in giro per il mondo sopra una nave battente bandiera liberiana, approdato per lavoro prima a Torino e poi a Roma per ravvicinarmi con mia moglie e i miei figli alla città di origine, Castellammare di Stabia che mi vide nascere nel 1939, ma crescere per poco, dandomi il carattere che ho e l'atteggiamento distaccato che mi caratterizza ancora oggi, nonostante gli anni, nei confronti degli altri e delle cose della vita.
Ci arrivai ad ottobre del 1972 risiedendo presso una pensione di Via Emanuele Filiberto. venni ad Ostia nei primi mesi del 1973. Mi ricordo, per qualche aspetto, Viareggio che avevo appena conosciuta durante il servizio militare a La Spezia. Era ancora brada nonostante le tante costruzioni che già l'affollavano. Mo deluse il lungo mare tanto diverso da quello stabiese con i tanti stabilimenti balneari che lo affollavano impedendo in certi lunghi tratti di arrivare sulla spiaggia senza violare quelle che erano diventate entità private.
Di lì a qualche mese incominciò ad affollarsi, ma non mi impedì di trovare l'alloggio che poi presi in affitto in via delle gondole. Praticamente arrivò settembre ed io con quelli dei traslochi e le masserizie a prenderne possesso. Da subito ebbi la difficoltà nel trovare su strada un posto dove parcheggiare la mia auto rientrando a casa, ma alla fine di settembre si svuoto improvvisamente lasciandomi a bocca aperta per la solitudine che mi arrivò addosso lasciando le strade vuote e i negozianti che, fatto salvi gli alimentari, tirarono giù le saracinesche per riaprirle soltanto il sabato e la domenica quando Ostia si ripopolava in parte.
Erano romani o inurbati come me con provenienze le più disparate. Sul mio pianerottolo, nell'appartamento difronte abitava una ragazza che era residente a Cisterna ma lavorava in un'azienda chimica con sede all'EUR. Al piano di sopra gente che aveva comprato casa ma lavoravano marito e moglie alla SIP (telefoni), al piano di sotto ricordo che c'erano altre famoglie che si producevano in litigi continui, nella scala affianco la cognata di Rascel e via via altri con estrazioni sociali che variavano dalla delinquenza internazionale dalle fisionomie anonime e certe volte con presenze saltuarie di cui non ero io a prendere nota ma mia moglie che, im assegnazione provvisoria, era stata portata ad insegnare nella scuola elementare di via delle Paranzelle ubicata sotto ad un palazzo condominiale e a ridosso del mercato rionale.
Da molti anni Ostia rappresenta per me un accadimento del mio "transito terrestre" anche se ormai ho vi ho totalizzato 47 anni di residenza dove sicuramente concluderò la mia vita.
Nonostante tutto mi manca la mia Castellammare di Stabia che vive da sempre tra fasti e nefasti dalla sua fondazione ad opera, come racconta Plinio il vecchio, di Ercole. Fu seppellita dall'eruzione del Vesuvio nel 73 d.C. ma che ha altri paesaggi, altri connotati umani, atistici e di vita senza sentirsi una tra le cittadine della periferia di Napoli
Diventata grande parti alla conquista del mondo all'ora conosciuto, ma niente esclude che fosse arrivata anche nei futuri Stati uniti 'America, nelle terre separate.
Ostia Lido è stata da sempre il porto di attracco, di arrivo dove una volta raggiunto la gente metteva le tende per passare la notte fin quando il mare non si fosse calmato. Se ripartivano ci ritornavano cosi resta spiegata la presenza di tante etnie diverse da sempre su questo territorio,
Che sarebbe diventata la capitale d'Italia dopo essere stata la capitale del mondo "CAPUT MUNDI"
era ancora tutto da succedere, come la mia venuta che mi ha visto prima in giro per il mondo sopra una nave battente bandiera liberiana, approdato per lavoro prima a Torino e poi a Roma per ravvicinarmi con mia moglie e i miei figli alla città di origine, Castellammare di Stabia che mi vide nascere nel 1939, ma crescere per poco, dandomi il carattere che ho e l'atteggiamento distaccato che mi caratterizza ancora oggi, nonostante gli anni, nei confronti degli altri e delle cose della vita.
Ci arrivai ad ottobre del 1972 risiedendo presso una pensione di Via Emanuele Filiberto. venni ad Ostia nei primi mesi del 1973. Mi ricordo, per qualche aspetto, Viareggio che avevo appena conosciuta durante il servizio militare a La Spezia. Era ancora brada nonostante le tante costruzioni che già l'affollavano. Mo deluse il lungo mare tanto diverso da quello stabiese con i tanti stabilimenti balneari che lo affollavano impedendo in certi lunghi tratti di arrivare sulla spiaggia senza violare quelle che erano diventate entità private.
Di lì a qualche mese incominciò ad affollarsi, ma non mi impedì di trovare l'alloggio che poi presi in affitto in via delle gondole. Praticamente arrivò settembre ed io con quelli dei traslochi e le masserizie a prenderne possesso. Da subito ebbi la difficoltà nel trovare su strada un posto dove parcheggiare la mia auto rientrando a casa, ma alla fine di settembre si svuoto improvvisamente lasciandomi a bocca aperta per la solitudine che mi arrivò addosso lasciando le strade vuote e i negozianti che, fatto salvi gli alimentari, tirarono giù le saracinesche per riaprirle soltanto il sabato e la domenica quando Ostia si ripopolava in parte.
Erano romani o inurbati come me con provenienze le più disparate. Sul mio pianerottolo, nell'appartamento difronte abitava una ragazza che era residente a Cisterna ma lavorava in un'azienda chimica con sede all'EUR. Al piano di sopra gente che aveva comprato casa ma lavoravano marito e moglie alla SIP (telefoni), al piano di sotto ricordo che c'erano altre famoglie che si producevano in litigi continui, nella scala affianco la cognata di Rascel e via via altri con estrazioni sociali che variavano dalla delinquenza internazionale dalle fisionomie anonime e certe volte con presenze saltuarie di cui non ero io a prendere nota ma mia moglie che, im assegnazione provvisoria, era stata portata ad insegnare nella scuola elementare di via delle Paranzelle ubicata sotto ad un palazzo condominiale e a ridosso del mercato rionale.
Da molti anni Ostia rappresenta per me un accadimento del mio "transito terrestre" anche se ormai ho vi ho totalizzato 47 anni di residenza dove sicuramente concluderò la mia vita.
Nonostante tutto mi manca la mia Castellammare di Stabia che vive da sempre tra fasti e nefasti dalla sua fondazione ad opera, come racconta Plinio il vecchio, di Ercole. Fu seppellita dall'eruzione del Vesuvio nel 73 d.C. ma che ha altri paesaggi, altri connotati umani, atistici e di vita senza sentirsi una tra le cittadine della periferia di Napoli
Il cielo di Castellammare di Stabia e le sue atmosfere



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